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Disturbi nei bambini in età scolare

DISTURBI CHE AFFLIGGONO MOLTI BAMBINI IN ETÀ SCOLARE.
RIGUARDANO LA DIFFICOLTÀ NELLA LETTURA E NELLA SCRITTURA.

LA DISLESSIA
Comprende disturbi nella organizzazione sinistra – destra e disturbi dell’attenzione. Chi la possiede non riesce a leggere bene. È determinata da fattori costituzionali (deficit sensoriale, mancinismo ecc.) e da fattori relazionali (problemi affettivi, sociali, linguistici). Le anomalie fonetiche si ripropongono anche nella scrittura.
Il bambino dislessico nella scrittura può manifestare alcune difficoltà: inversioni di lettere (“la” al posto di “al”), scambio di lettere simmetriche (“p” al posto di “q”) e troncamenti di simboli grafici.
La dislessia è detta evolutiva quando appare legata a fattori maturazionali, e specifica quando la sua presenza non altera le capacità generali di apprendimento, anche se inevitabilmente provoca una diminuzione di rendimento scolastico. Con opportuni interventi individuali e di gruppo la dislessia può essere in gran parte recuperata.



LA DISGRAFIA

È un disturbo che determina difficoltà nell’apprendimento della scrittura. Si manifesta con errori determinati o da un’insufficiente coordinazione motoria o disattenzione emotiva.
Julian Ajuriaguerra, neuropsichiatra e psicoanalista francese, di origine spagnola, scomparso nel 1993, ha eseguito un vero lavoro scientifico e statistico su due gruppi di bambini, 55 normali e 55 disgrafici. Da questo studio ha elaborato una scala di disgrafia descritta in 25 items e raggruppati in tre tipi:

  • organizzazione della pagina difettosa;
  • motricità maldestra;
  • errori di forme e proporzioni;

    Esempio di scrittura appartenente a scolari disgrafici
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    (Riduzione)
    Contiene le caratteristiche inerenti:
    a) l’organizzazione della pagina difettosa;
    b) la motricità maldestra;
    c) gli errori di forme e proporzioni.

Ha inoltre individuato 5 gruppi diversi di disgrafici: i rigidi (fig.1), i molli (fig.2), gli impulsivi (fig.3), i maldestri (fig.4), i lenti e i precisi (fig.5).
I disgrafici possono manifestare disturbi dell’apprendimento e del comportamento, spesso l’attenzione non si fissa e si può rilevare anche un difetto della memoria immediata.  
Fig.1 (Riduzione)

contiene le caratteristiche dei rigidi = tensione.

Esempio di scrittura appartenenete a scolari disgrafici
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Fig.2 (Riduzione)
contiene le caratteristiche dei molli = trascuratezza.

Esempio di scrittura appartenenete a scolari disgrafici
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Fig.3
contiene le caratteristiche degli impulsivi
Esempio di scrittura appartenenete a scolari disgrafici
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Fig.4
contiene le caratteristiche dei maldestri = difficoltà grafomotorie
Esempio di scrittura appartenenete a scolari disgrafici
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Fig.5
contiene le caratteristiche dei lenti e dei precisi = uniformità fragilità
Esempio di scrittura appartenenete a scolari disgrafici
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LA DISORTOGRAFIA
È un disturbo della scrittura che si affianca alla disgrafia, si manifesta con:

  • omissioni di grafemi o parti della parola (es. “mato” per “manto”, “cortecca” per “corteccia” ecc.);
  • sostituzioni di grafemi (es.”fasca” per “vasca”, “arde” per “arte” ecc.);
  • inversioni di grafemi (es. “ivenrsioni” per “inversioni”, “piscologo” per “psicologo”. ecc ).

Alcune abilità di base possono risultare compromesse: 

  • difficoltà di linguaggio;
  • difficoltà di organizzazione e discriminazione visiva e uditiva;
  • difficoltà di organizzazione spazio-temporale; 
  • difficoltà e lentezza nella simbolizzazione grafica; 
  • difficoltà ad acquisire la dominanza laterale.

(Riduzione)

Scrittura maschile di un alunno di terza elementare affetto da disortografia.
Esempio di scrittura appartenenete a scolari disgrafici
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LA DISCALCOLIA
L’acalcolia detta anche discalcolia
si riferisce all’impossibilità di far di conto per assenza o perdita della capacità di rappresentazione numerica.
Si distinguono due tipi di acalcolia:
  • PRIMARIA - quando non si ha la capacità di identificare e differenziare i simboli aritmetici (acalcolia asimbolica), o quando non sono possibili operazioni di calcolo, identificazione di un numero a più cifre, comprensione del significato dello zero (acalcolia asintattica).

  • SECONDARIA – quando si verifica insieme ad altre forme di afasia (disturbi del linguaggio) e alessia (disturbi dell’attenzione e della memoria).

SINTOMATOLOGIA:
  • lentezza ed errori significativi;
  • incapacità di numerare all’indietro;
  • difficoltà nell’esecuzione di semplici calcoli;
  • difficoltà nella memorizzazione delle tabelline.
La discalcolia può essere diagnosticata dalla terza elementare in poi.
Durante il periodo di recupero è indispensabile non compromettere l’autostima e procedere con esercizi mirati e graduati.

(Riduzione)

Appartiene ad un alunno di quinta elementare affetto da discalcolia.
Esempio di scrittura appartenenete a scolari disgrafici
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